{"id":206,"date":"2023-02-24T23:08:34","date_gmt":"2023-02-24T22:08:34","guid":{"rendered":"https:\/\/mostre.unimc.it\/bauhaus\/?p=206"},"modified":"2023-05-17T15:45:07","modified_gmt":"2023-05-17T13:45:07","slug":"intuizioni-esemplastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mostre.unimc.it\/bauhaus\/2023\/02\/24\/intuizioni-esemplastica\/","title":{"rendered":"Intuizione esemplastica"},"content":{"rendered":"<h1>Intuizione Esemplastica<\/h1>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La tecnologia \u00e8 molto pi\u00f9 che un metodo, essa costituisce di per s\u00e9 un mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span>Ludwig Mies van der Rohe, 1929<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<div>\n<p>La denominazione era adesso: Bauhaus Dessau. Hochschule fiir Gestaltung (Istituto superiore per la forma). In esso si proseguiva la modernizzazione di ogni sapere \u00abcostruttivo\u00bb, ma la architettura non ne era pi\u00f9, come al tempo di Weimar, il culmine unificante degli studi, bens\u00ec il principio della loro integrazione morfologica di base, secondo una visione del \u00abcostruire in s\u00e9\u00bb di carattere \u00abesemplastico\u00bb (dal greco: \u00abdare forma conducendo all&#8217;uno\u00bb). L&#8217;intuizione unitaria della forma, infatti, era il punto di partenza di ogni progetto e doveva tener conto di esigenze vitali e materiali a cui dare una configurazione che ne rispettasse prerogative e necessit\u00e0. La forma stessa (Gestaltung) aveva il carattere di un principio di armonia mentale che assumeva gli elementi del mondo esterno al proprio interno: CONCETTO + VITA + FUNZIONE = FORMA. Ogni \u00abprodotto\u00bb \u2014 indipendentemente dalle dimensioni esteriori \u2014 seguiva tale processo ed era il frutto di un&#8217;adesione e di un impulso al \u00ablavoro totale\u00bb della societ\u00e0, rappresentata, come nel capolavoro di Fritz Lang, dalla \u00abmetropoli\u00bb quale \u00abspazio tecnico\u00bb da equilibrare nella sua complessit\u00e0. Ne nacque una linea disegnativa che perfezionava gli oggetti \u00abweimariani\u00bb e li traduceva in nuovi materiali (come i tubi di acciaio pieghevoli per le poltrone). I mezzi divenivano fini. Anche la fotografia, impiegata agli inizi per dar diffusione ai prototipi, si fece un linguaggio a s\u00e9. Uszl\u00f3 Moholy-Nagy e la moglie Lucia la svilupparono autonomamente, utilizzandola anche per realizzare collages. Nelle dinamiche formali del secondo Bauhaus si accentu\u00f2 l&#8217;influenza del Neoplasticismo olandese e del Costruttivismo russo, ma, soprattutto, l&#8217;aderenza all&#8217;estetica dei materiali che la ricerca tecnica metteva a disposizione. Ne derivarono due orientamenti diversi, rappresentati dai due direttori della scuola che, nell&#8217;ordine, sarebbero succeduti a Gropius: Hannes Meyer e Ludwig Mies van der Rohe.<\/p>\n<\/div>\n<ul>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/bauhaus\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/02\/076.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<div>\n<p>L. Moholy-Nagy, fotocollage, 1925<\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/bauhaus\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/02\/077.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<div>\n<p><span>M. Brandt, fotocollage, 1930<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/bauhaus\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/02\/078.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<div>\n<p><span>M. Brandt, fotocollage, 1930<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/bauhaus\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/02\/072-scaled.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<div>\n<p><span>L. Mies van der Rohe, progetto per un grattacielo di vetro, 1922<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/bauhaus\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/02\/073-scaled.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<div>\n<p><span>E Lang, Metropolis, 1927<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/bauhaus\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/02\/074-scaled.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/bauhaus\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/02\/075-scaled.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<div>\n<p><span>Lucia Moholy-Nagy, fotografie di oggetti realizzati da M. Brandt. Sopra, proiezioni fotografiche per il laboratorio di scultura di J. Schmidt.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><br \/>\n<!-- {\"type\":\"layout\",\"children\":[{\"type\":\"section\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"style\":\"default\",\"title_breakpoint\":\"xl\",\"title_position\":\"top-left\",\"title_rotation\":\"left\",\"vertical_align\":\"middle\",\"width\":\"default\"},\"children\":[{\"type\":\"row\",\"children\":[{\"type\":\"column\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"media_overlay_gradient\":\"\",\"position_sticky_breakpoint\":\"m\",\"width_medium\":\"1-4\"},\"children\":[{\"type\":\"module_position\",\"props\":{\"breakpoint\":\"m\",\"content\":\"sidebar\",\"layout\":\"stack\"}}]},{\"type\":\"column\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"media_overlay_gradient\":\"\",\"position_sticky_breakpoint\":\"m\",\"width_medium\":\"1-2\"},\"children\":[{\"type\":\"headline\",\"props\":{\"content\":\"Intuizione Esemplastica\",\"title_element\":\"h1\"}},{\"type\":\"quotation\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p style=\\\"text-align: justify;\\\"><span>La tecnologia \\u00e8 molto pi\\u00f9 che un metodo, essa costituisce di per s\\u00e9 un mondo.<\\\/span><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\"><span>Ludwig Mies van der Rohe, 1929<\\\/span><\\\/p>\"}},{\"type\":\"text\",\"props\":{\"column_breakpoint\":\"m\",\"content\":\"\n\n<p>La denominazione era adesso: Bauhaus Dessau. 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