{"id":637,"date":"2023-11-14T18:52:14","date_gmt":"2023-11-14T17:52:14","guid":{"rendered":"https:\/\/mostre.unimc.it\/deciesrevolvendaepagellae\/?p=637"},"modified":"2023-12-07T10:53:43","modified_gmt":"2023-12-07T09:53:43","slug":"viii-4-stihotvorenija-anna-achmatova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mostre.unimc.it\/deciesrevolvendaepagellae\/2023\/11\/14\/viii-4-stihotvorenija-anna-achmatova\/","title":{"rendered":"Teca VIII.4 Stihotvorenija, Anna Achmatova"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"\/deciesrevolvendaepagellae\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2023\/11\/piccioRossoSX.png\" alt=\"\"><\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: center;\">Anna Achmatova, <i>Stohotvorenija<\/i>, Moskva-Leningrad, Sovetskij pisatel&#8217;, 1965.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>RICCIO 021.1 66<\/b><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify; border: none; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; padding: 0cm; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 107%; font-family: Candara,serif; mso-ansi-language: IT;\">Il volume <i>St<\/i><i>o<\/i><i>hotvorenija <\/i>raccoglie l\u2019intera produzione poetica di Anna Achmatova (dal 1909 al 1965). La poetessa russa (che in verit\u00e0 preferiva essere chiamata &#8220;poeta&#8221;), \u00e8 stata una dei principali esponenti dell\u2019acmeismo, movimento letterario russo nato nel 1910 in opposizione al simbolismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; border: none; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; padding: 0cm; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 107%; font-family: Candara,serif; mso-ansi-language: IT;\">Il suo canzoniere registra con semplicit\u00e0 la sua vita sentimentale e la sua condizione di donna. Assieme ai versi d&#8217;amore, non meno notevoli sono quelli in cui canta con naturalezza motivi della fede ortodossa, o quelli in cui adombra disastri e angosce degli anni di guerra e di rivoluzione in Russia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; border: none; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; padding: 0cm; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 107%; font-family: Candara,serif; mso-ansi-language: IT;\">Molti hanno affermato che la scala tematica dell&#8217;Achmatova \u00e8 ristretta &#8220;come una striscia di luce entrata in una stanza buia&#8221;. Il pregio della sua poesia non \u00e8 tanto nei temi quanto nello scorcio visivo. Dopo le prodezze del simbolismo l\u2018autrice porta nella poesia russa una sintassi mormorata, uno stile da camera che si avvale di un lessico giornaliero. Una parsimonia espressiva che si riflette nella concisione delle immagini.\u00a0 Le pagine della &#8220;poeta&#8221; sono legate alla pronuncia e sembrano specchiare una mimica discorsiva, un sistema di gesti verbali. La poesia si articola in una conversazione con un interlocutore immaginario, tipica \u00e8 infatti la consuetudine di aprire una lirica con una congiunzione, quasi continuando un discorso iniziato. I periodi brevissimi succedono a scatti, frequente \u00e8 l\u2019omissione del verbo e del pronome, i passaggi bruschi danno alle sue frasi carattere di linguaggio parlato.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<hr>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si espone il prezioso autografo di Anna Ahmatova apposto nell\u2019occhietto della sua raccolta di versi. Esso contiene la dedicata a Carlo Riccio, critico sagace nonch\u00e9 raffinato traduttore e professore di lingua e letteratura russa all\u2019Universit\u00e0 di Macerata sino al 2005. Riccio si \u00e8 occupato con particolare dedizione allo studio ed alla traduzione della produzione di Anna Ahmatova, che ebbe modo di incontrare nel 1965 a Leningrado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;\u041c\u0438\u043b\u043e\u043c\u0443 \u041a\u0430\u0440\u043b\u043e, \u0447\u0442\u043e\u0431\u044b \u043e\u043d \u0447\u0438\u0442\u0430\u043b \u0435\u0451 \u0432 \u043f\u0443\u0442\u0438. \u0434\u0440\u0443\u0436\u0435\u0441\u043a\u0438, \u0430\u043d\u043d\u0430 \u0430\u0445\u043c\u0430\u0442\u043e\u0432\u0430, 3 \u043e\u043a\u0442\u044f\u0431\u0440\u044f 1965, \u043b\u0435\u043d\u043d\u0433\u0440\u0430\u0434&#8221; (Al caro Carlo Riccio, Da leggere strada facendo, Con amicizia, Anna Ahmatova, 3 ottobre 1965, Leningrado).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"\/deciesrevolvendaepagellae\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2023\/11\/41.png\" alt=\"Atlante colombiano della grande scoperta, a cura di\u00a0Osvaldo Baldacci, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 1993.\"><\/p>\n<\/div>\n<hr>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si espone il componimento \u0414\u0430\u043d\u0442\u0435\u00a0 (Dante), tratto dalla medesima raccolta. Sulla poetica dell\u2019autrice ebbe particolare influenza la produzione dantesca, come testimonia il filosofo Vladimir Kantor: \u00abQuando chiesero ad Anna Achmatova, la matriarca della poesia russa, &#8220;Lei ha letto Dante?&#8221;, con il suo tono da grande regina della poesia rispose: &#8220;Non faccio altro che leggere Dante&#8221;\u00bb.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"\/deciesrevolvendaepagellae\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2023\/11\/Immagine-3-1-scaled.jpg\" alt=\"Atlante colombiano della grande scoperta, a cura di\u00a0Osvaldo Baldacci, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 1993.\"><\/p>\n<\/div>\n<p><!--more--><br \/>\n<!-- {\"type\":\"layout\",\"children\":[{\"type\":\"section\",\"props\":{\"css\":\".el-section {background-color: #fff2cc;}\",\"image_position\":\"center-center\",\"style\":\"default\",\"title_breakpoint\":\"xl\",\"title_position\":\"top-left\",\"title_rotation\":\"left\",\"vertical_align\":\"middle\",\"width\":\"default\"},\"children\":[{\"type\":\"row\",\"props\":{\"layout\":\"1-4,3-4\"},\"children\":[{\"type\":\"column\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"position_sticky_breakpoint\":\"m\",\"width_medium\":\"1-4\"},\"children\":[{\"type\":\"module_position\",\"props\":{\"breakpoint\":\"m\",\"content\":\"sidebar\",\"layout\":\"stack\"}}]},{\"type\":\"column\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"position_sticky_breakpoint\":\"m\",\"width_medium\":\"3-4\"},\"children\":[{\"type\":\"headline\",\"props\":{\"title_element\":\"h1\"},\"source\":{\"query\":{\"name\":\"posts.singlePost\"},\"props\":{\"content\":{\"filters\":{\"search\":\"\"},\"name\":\"title\"}}},\"name\":\"HeadLineTitoloDinamico\"},{\"type\":\"fragment\",\"props\":{\"margin\":\"default\"},\"children\":[{\"type\":\"row\",\"props\":{\"layout\":\"1-2,1-2\"},\"children\":[{\"type\":\"column\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"position_sticky_breakpoint\":\"m\",\"width_medium\":\"1-2\"},\"children\":[{\"type\":\"image\",\"props\":{\"image\":\"wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/10\\\/2023\\\/11\\\/piccioRossoSX.png\",\"image_height\":\"100\",\"image_svg_color\":\"emphasis\",\"image_width\":\"120\",\"margin\":\"default\"}},{\"type\":\"text\",\"props\":{\"column_breakpoint\":\"m\",\"content\":\"\n\n<p style=\\\"text-align: center;\\\">Anna Achmatova, <i>Stohotvorenija<\\\/i>, Moskva-Leningrad, Sovetskij pisatel', 1965.<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: center;\\\"><b>RICCIO 021.1 66<\\\/b><\\\/p>\",\"margin\":\"default\"}}]},{\"type\":\"column\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"position_sticky_breakpoint\":\"m\",\"width_medium\":\"1-2\"},\"children\":[{\"type\":\"text\",\"props\":{\"column_breakpoint\":\"m\",\"content\":\"\n\n<p style=\\\"text-align: justify; border: none; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; padding: 0cm; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm;\\\"><span style=\\\"font-size: 12.0pt; line-height: 107%; font-family: Candara,serif; mso-ansi-language: IT;\\\">Il volume <i>St<\\\/i><i>o<\\\/i><i>hotvorenija <\\\/i>raccoglie l\\u2019intera produzione poetica di Anna Achmatova (dal 1909 al 1965). 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