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Gaia Scienza

P. Haberer, cartolina per
esposizione, 1923

Cartolina-invito di P. Haberer, 1923
(inaugurazione dello Haus am Horn)

V. Kandinskij, cartolina postale n.3, 1923

Il Bauhaus fu una «comunità produttiva», ma, prima di tutto, una «comunità» che si poneva l’obiettivo di costruire un nuovo «tipo umano». Non era facile, an-che perché la situazione in Germania restava tesa e la contrapposizione fra estremismi aveva assunto caratteri tragici: dal 1919 al 1922 si ebbero 376 omicidi politici, quasi tutti ascrivibili all’estrema destra: ne fu vittima anche Rathenau, che, da poco nominato ministro degli esteri, cadde sotto i colpi di un commando ultranazionalista. Nell’istituto la presenza di studentesse e insegnanti donne, in altre scuole tenute ai margini o non accettate, fu subito di grande rilievo. Gunta Stiilzl, nel laboratorio di tessitura, avrebbe creato tappeti e arazzi destinati a istituire un gusto. Alma Buscher realizzò mobili e giocattoli per bambini; Marianne Brandt suppellettili «futuribili». Si organizzavano anche attività d’ordine ludico-musicale: Schlemmer creò scenografie e coreografie ispirate agli oggetti come fossero personaggi; anche la cucina seguiva dettami vegetariani e salutisti condivisi, ispirati al movimento Mazdaznan. Si allestivano, inoltre, esposizioni periodiche dei prototipi messi a punto nei laboratori, che venivano proposti alle industrie, in specie della Turingia, il Land di Weimar, per essere messi in produzione. Marcel Breuer elaborò uno stile che avrebbe rivoluzionato l’arredamento; Josef Albers rinnovò vetri e vetrate; e altri non risultarono da meno in diversi settori. Nella stamperia, Kandinskij e Klee disegnarono, per tali occasioni, materiali da cui sarebbe sorta una nuova grafica pubblicitaria. Si trattava di una fase embrionale, in bilico fra sogno e realtà, ma ricca di spunti che sarebbero stati in seguito perfezionati con altri mezzi. Anche la attività edilizia fu limitata. Gropius e Adolf Meyer ristrutturarono il teatro di Jena, e realizzarono Casa Sommerfeld, a Berlino, che costituisce, anche per il contributo di vari maestri, la sintesi del primo Bauhaus. Georg Muche, influenzato dalla essenzialità di «De Stijl» di Theo van Doesburg e Piet Mondrian, ideò lo Haus am Horn, a Weimar.

M. Breuer, sedia, 1923

W. Gropius e A. Meyer,
Casa Sommerfeld, Berlino, 1921

J.Albers, collage di vetri, 1922

I Laboratori

Il percorso formativo del Bauhaus

Falegnameria

G. Grunow (per la scuola di Itten), cerchio cromatico, 1921. A ogni colore corrisponde una nota musicale e una parte del corpo umano.

Vetreria

Scultura

O. Schlemmer, Balletto triadico, 1921-1926

Decorazione

Metallurgia

O. Linding, brocca con coperchio, 1922

Tessitura