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L’ombra è la fine

L. Mies van der Rohe a Dessau con alcuni studenti e collaboratori

I. Yamawaki, Il colpo inferto al Bauhaus, 1932

Sede del Bauhaus a Berlino-Steglitz, 1932-1933

Mies cambiò gli statuti della scuola per limitare i poteri del Consiglio degli studenti, dove era attivo un nucleo del KPD. Decise anche alcune espulsioni. Impose che la progettazione architettonica fosse al principio d’ogni commissione assunta dai laboratori. Incrementò la ricerca nella grafica pubblicitaria. Ridusse, infine, a tre anni il corso degli studi, intensificando i tempi di apprendimento. I circa 200 studenti dovevano costituire una élite operante senza ideologie, così da dimostrare che il Bauhaus era una risorsa per l’intera nazione. Uomo di poche parole, aveva già dato prove di sé in progetti impegnativi, come la Weissenhofsiedlung a Stoccarda (1926-1927), caratterizzati dalla grande leggerezza nel disegno e da mezzi tecnici innovativi. Affermava: «L’architettura è la volontà dell’epoca tradotta nello spazio». Il bilancio dell’istituto risultava però deficitario. Il finanziamento pubblico si era assottigliato. Per evitare futuri contraccolpi politici, Mies avrebbe addirittura voluto rinunciarvi, ricorrendo solo alle rette degli studenti, ai brevetti e a privati. Non vi riuscì, e le elezioni in Sassonia, nel 1932, videro la affermazione del partito nazista, i cui dirigenti manovrarono in modo da giungere, a fine anno, alla chiusura del Bauhaus: l’atto era, da tempo, un punto qualificante del loro programma. Mies non poté far altro che trasferire l’istituto a Berlino-Steglitz in una ex fabbrica di telefoni. Ormai l’intera nazione subiva la propaganda e la violenza naziste. L’incapacità. di governi di coalizione sempre più ibridi a fronteggiare la crisi economica e la crescente disoccupazione (sei milioni nel 1932 i senzalavoro) consentirono a Hitler di ottenere, alle elezioni federali del marzo 1933, la maggioranza relativa dei voti (37%). Alla vigilia delle elezioni, il 27 febbraio, si era avuto inoltre l’incendio del Reichstag, attribuito a un giovane comunista (ma i cui mandanti erano stati, invece, due massimi gerarchi nazisti, Hermann Göring e Joseph Goebbels). Nominato Cancelliere, Hitler fece approvare dal governo una serie di inchieste giudiziarie sui luoghi in cui avevano operato «cellule comuniste». Il Bauhaus di Dessau figurava fra questi. 11 12 aprile in un giornale berlinese si poteva leggere: «Per ordine del magistrato inquirente di Dessau è stata compiuta ieri pomeriggio una operazione di polizia nella sede del Bauhaus [ ]». Furono «trovati» materiali di propaganda comunista. Seguì la chiusura. L’ombra nazista aveva minacciato il Bauhaus e la Germania di Weimar fino dagli inizi. In breve tempo leggi liberticide per «garantire la sicurezza dello Stato» misero fuori legge i partiti politici, tranne quello nazista. Morto, nel 1934, il maresciallo Hindenburg, Hitler assunse tutti i poteri come Fiihrer del III Reich.

C. Schad, Il dottor Haustein, 1928

Adolf Hitler al potere

L’incendio del Reichstag, febbraio 1933