1919
… «rispetto per la tradizione» significa, ed ha sempre significato, conservazione dell’essenziale nella continua ricerca di ciò che giace al fondo di ogni materiale e di ogni tecnica, conferendo forma all’uno attraverso l’intelligente supporto dell’altra.
Walter Gropius, 1934
Sintesi Weimeriana
Il luogo di fondazione del Bauhaus,Weimar, dove si riunivano i parlamentari impegnati a redigere la nuova Costituzione, segnala un legame con la figura di Johann W. Goethe e con l’dea di questi che l’architettura tedesca, fin dal medioevo, fosse stata un’opera collettiva: «Solo a pochi uomini fu dato — scrive Goethe di Erwin von Steinbach, artefice della cattedrale di Strasburgo — di concepire un pensiero degno di Babilonia […], di trovar mille mani tese […], di poter dire ai loro figli morendo: io resto con voi nelle opere del mio spirito, tocca a voi portare fino alle nuvole ciò che è stato iniziato». All’immagine della cattedrale gotica Walter Gropius si rifece per promuovere il primo battage pubblicitario dell’istituto (affidato a Lyonel Feininger), in cui lo stile espressionista evocava memorie romantiche, medievali e naturali, che avevano nell’opera dell’artigiano un punto di convergenza. Dare al lavoro moderno, esteso in senso polifunzionale, una umanità antica ed integrata con il progetto di rinascita della nazione, significava riattualizzare il passato e trarne una forma-guida per il futuro. Fra gli artisti che aderirono al progetto vi furono Johannes Itten, Josef Albers, Oskar Schlemmer, Vasilij Kandinskij, Paul Klee e Georg Muche, alcuni dei quali conosciuti da Gropius frequentando circoli espressionisti a Berlino, Monaco e Vienna. Nel percorso di questi artisti l’estetica si era spesso congiunta all’interesse per questioni sociali e dottrine teosofiche, che identificavano nell’immaginazione una facoltà espressiva la quale consentiva di porsi in contatto col cosmo spirituale. «Il Bauhaus — affermava Gropius — nacque con il preciso intento di realizzare una moderna arte architettonica che possedesse, come la natura umana, un respiro universale». Rudolf Steiner, noto esoterista, incontrato da Gropius a Berlino, sosteneva che Goethe fosse il «padre di una nuova estetica», in cui gli elementi fondamentali delle arti visive (colore e disegno) erano modalità d’esistenza dell’uomo e mezzi per la sua educazione.